Libretto di impianto per la climatizzazione

Gli impianti di climatizzazione, sia invernali che estivi, devono essere dotati di una vera e propria carta di identità tecnica: il libretto di impianto per la climatizzazione. Si tratta di un documento che, nel rispetto del DPR 74/2013, è obbligatorio al fine dell’efficienza energetica. La compilazione del libretto di impianto per la climatizzazione deve essere eseguita da chi è responsabile dell’installazione o della manutenzione, ad esempio, di impianti che utilizzano macchine frigorifere - come i climatizzatori estivi sia mono-split che multi-split – oppure di caldaie e pompe di calore. Nel caso di nuovi impianti, la compilazione del documento è a cura dell’installatore; nel caso di impianti già esistenti, è a cura del responsabile dell’impianto.

Libretto di impianto obbligatorio: la normativa 2020

A partire dal 15 ottobre 2014, è obbligatorio dotarsi, compilare ed aggiornare il libretto di impianto di climatizzazione per tutti gli impianti termici. Con “impianto termico”, come riporta il Mise (Ministero dello Sviluppo Economico), si fa riferimento a tutti gli impianti tecnologici volti a servizi di climatizzazione sia invernale che estiva, indipendentemente dal tipo di alimentazione utilizzata, con o senza produzione di acqua calda sanitaria. Occorre dunque sottolineare che, secondo la normativa introdotta nel 2014, l’obbligo del libretto di impianto unico è valido anche per gli impianti di condizionamento e climatizzazione.

La normativa 2020 conferma il libretto obbligatorio di impianto per la climatizzazione continua come documento obbligatorio per l’installazione di un nuovo impianto oppure, per gli impianti già esistenti, al momento di un eventuale intervento di controllo e manutenzione. Inoltre, il libretto di impianto ricopre un’importanza fondamentale poiché contiene tutte le informazioni relative all’impianto di climatizzazione e alla sua collocazione, nonché dettagli riguardanti i generatori (pompe di calore, macchine frigorifere, solare termico, ecc...).

Controllo e manutenzione degli apparecchi a gas ai fini della sicurezza

Controllo e manutenzione degli apparecchi a gas ai fini della sicurezza

La novità 2020 è costituita dal Regolamento Europeo n° 426, poi recepito dal Decreto legislativo n° 23: questo prevede che la disponibilità di un apparecchio domestico funzionante a gas, come ad esempio una caldaia o uno scaldabagno, non è sufficiente a garantire la sicurezza per i suoi fruitori.

È fondamentale che l’apparecchio a gas venga usato normalmente per non compromettere la sicurezza delle persone e dei beni materiali, che sia quindi installato correttamente da personale qualificato, sottoposto ad una regolare manutenzione conforme alle istruzioni dei fabbricanti e usato per gli scopi ai quali è stato destinato. Inoltre, spetta all’utilizzatore dell’apparecchio, il compito di mantenere nel tempo tali modalità di fruizione sottoponendolo a manutenzioni periodiche secondo le istruzioni del fabbricante. In concomitanza di questo Decreto è stata pubblicata la norma UNI 10436 che indica le operazioni da eseguire annualmente, per il controllo e la manutenzione di Caldaie e Scaldabagni domestici funzionanti a gas.

Libretto unico di impianto: come funziona e chi lo compila

Libretto unico di impianto: come funziona e chi lo compila

Il libretto unico di impianto stabilisce un legame univoco tra il codice dell’impianto e l’edificio in questione. Generalmente, per ogni impianto deve essere compilato un solo libretto. L’unica eccezione è costituita dagli impianti centralizzati in cui l’impianto di climatizzazione invernale è separato da quello estivo e dove, di conseguenza, è possibile compilare due libretti separati. La compilazione del libretto per gli impianti esistenti è a cura esclusiva del responsabile dell'impianto, ovvero il proprietario oppure l’amministratore di condominio, che può avvalersi, per una corretta compilazione, del manutentore.

Il documento è modulare, ovvero tiene conto della composizione dell’impianto, e l’installatore o il responsabile dell’impianto sono tenuti a compilare solo le schede pertinenti al caso in questione, che saranno aggiornate, in funzione delle attività svolte nel tempo. Infine sia gli installatori che i manutentori, devono inserire i dati relativi all’installazione ed alle manutenzioni nel Catasto Digitale Regionale degli impianti termici, in modo da permettere aggiornamenti e controlli da parte degli enti preposti.

Libretto di uso e manutenzione

Il DPR 74/2013 prevede inoltre un altro documento ai fini della sicurezza, il Libretto di Uso e Manutenzione, sul quale gli installatori ed i manutentori prescrivono, in relazione alle indicazioni del progetto, del costruttore dell’impianto e del costruttore degli apparecchi, le modalità manutentive e le relative periodicità. In pratica, indicano i controlli e le eventuali attività di manutenzione necessarie per garantire che gli apparecchi, come ad esempio caldaie o pompe di calore, e gli impianti, mantengano nel tempo le proprie caratteristiche primarie di sicurezza.

La nuova normativa F-Gas

La certificazione F-Gas è un documento obbligatorio per tutte le imprese che gestiscono apparecchiature e impianti con emissione di gas fluorurati (f-gas). Il certificato ha una durata di 10 anni, periodo durante il quale l’impresa deve autocertificare annualmente di avere svolto almeno un intervento, di non aver subito reclami e di aver pagato le quote annuali di certificazione.

L’obiettivo è certificare le competenze del personale e le caratteristiche dell’azienda e comunicare al Ministero dell’Ambiente la quantità di gas a effetto serra utilizzata ogni anno nelle attività di installazione, manutenzione e riparazione di:

● Impianti di climatizzazione estiva ed invernale
● Impianti di refrigerazione (abbattitori, banchi frigo, celle frigorifere, ecc.)
● Pompe di calore
● Impianti antincendio

Il nuovo decreto legislativo 2020 riguardante la normativa F-Gas fa riferimento a una netta riduzione dei limiti di F-Gas immessi, tramite una rigida regolamentazione e la spinta ad un approccio più sostenibile nell’ambito dei sistemi di climatizzazione. Il regolamento europeo prevede infatti la riduzione dell'80% entro il 2030 di tali gas serra: in particolare, dal 2020 non verranno più ammessi, per quanto riguarda gli impianti nuovi, gas con un valore di GWP (Global Warming Potential, ovvero il contributo all’effetto serra di un gas serra) superiore a 2500.

In relazione a ciò è stata istituita una banca dati digitale, nella quale vengono indicate e tracciate le vendite di F-gas e apparecchi non ermeticamente sigillati, nonchè tutti gli interventi successivi, come ad esempio installazione, riparazione, manutenzione, controllo di perdite di gas e smantellamento. E’ stato pubblicato inoltre un Decreto che prevede sanzioni amministrative per i clienti che non si avvalgano di operatori certificati per l’installazione e la manutenzione del proprio apparecchio contenete f-gas (climatizzatori, condizionatori e pompe di calore).

Bosch, azienda leader del settore, affida sempre i propri clienti a professionisti in grado di supportarli a 360° dall’installazione alla manutenzione fino alla gestione e compilazione della documentazione necessaria. L'assistenza Bosch, in linea con la filosofia aziendale che pone sempre al centro il cliente, mette a disposizione figure competenti, in grado di dare supporto e consulenza in risposta alle specifiche esigenze degli utenti.

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